Filo di Seta

18 Dicembre 2017

ECCO FINALMENTE IL MIO PRIMO INEDITO!  [Ascolta qui Filo di Seta]

Un altro progetto prezioso si è realizzato e sono così contenta di poterlo condividere con voi!

Il testo di questa canzone è nato circa due anni fa, a dicembre del 2015, quando dopo un periodo difficile sia dal punto di vista fisico, poiché la malattia si stava impossessando sempre più del mio corpo, sia da un punto di vista psicologico, dove paure di ogni tipo stavano affollando la mia mente e il mio cuore, è successo quello che custodisco nel mio cuore come il più grande “miracolo”. Ricordo che in questo periodo ero diventata assai “cupa”, non riuscivo più a vedere la luce in ogni cosa e non riuscivo ahimè a trasmetterla alle persone che mi stavano accanto. E quella rappresentava per me la più grande sconfitta, più grande ancora del fiato sempre più corto. Una notte ricordo di aver pregato tanto, di essermi letteralmente “aggrappata” alla fede attraverso questa frase “Pensaci tu”. E così è stato, giorno dopo giorno il mondo è diventato sempre più colorato, più luminoso. Ho cercato di allontanare le paure prendendole a calci, mi sono impegnata a cogliere la luce in ogni cosa e a guardare oltre, verso quella dimensione delicata e preziosa che è quella del cuore. Mi sono caricata di forza dai miei cari, proprio come un magnete. Ho iniziato a sognare, a credere in un futuro, a compiere delle scelte importanti, tra cui quella di mettermi in lista per il trapianto polmonare.
Quella notte insieme alle mie speranze nascevano anche le parole di questa canzone; quale miglior modo, se non attraverso la musica, per cercare di raccontare questo grande miracolo che per anni ho custodito così gelosamente nel cuore. Ora è arrivato il momento di cantarla al mondo questa gioia, questa immensa gratitudine!

FILO DI SETA vuole rappresentare metaforicamente la nostra ancora di salvezza, il nostro “filo” a cui aggrapparci nelle difficoltà. Per alcuni sarà l’amore, per altri la famiglia, per altri ancora la fede o semplicemente un obiettivo, ma sarà proprio questo “filo” a sollevarci dalla dimensione “in bianco e nero” per farci aprire gli occhi di fronte ad un mondo a colori, in cui il cuore non resta indifferente, ma diventa il centro in cui tutto converge. Solo così i colori potranno raggiungere tutti, un po’ come accade per il passaggio del testimone in una staffetta, attraverso il bene che genera bene, la luce che genera luce.

…Perchè la vita non dà spazio a chi si appresta a perdere!

Sara

Verso il Natale

8 Dicembre 2017

Pubblico oggi la foto del mio albero di Natale giusto per rispettare la tradizione, anche se in realtà è dal 20 novembre che, con tutte quelle lucine arcobaleno, illumina il mio salotto. Quest’anno è stato il primo anno che ho avuto abbastanza energia per decorarlo proprio come piace a me! Non ricordo un anno in cui sono riuscita a vivermi così pienamente ogni singola emozione dell’arrivo del Natale, l’infanzia è troppo lontana per averne ricordi nitidi, mentre ricordo bene gli anni scorsi, in cui non rinunciavo a lasciarmi avvolgere dalla magia del Natale, ma ero lì, passiva, seduta sul divano a guardare i miei famigliari decorare l’albero e sistemare le statuine del presepe. Davo consigli qua e là certo, ma mancava sempre quel qualcosa, quell’energia di una ragazza giovane, che ama il Natale ma ancora di più che ama la Vita.
Scrivo questo oggi che è la Festa dell’Immacolata, quale giorno migliore se non questo per ricordarci come nulla sia impossibile a Dio. Affidarci al Signore anche e soprattutto nei momenti più difficili, quando tutto ci appare confuso, è qualcosa di grande e meraviglioso. Ricordarci che come Maria, nel momento dell’annunciazione, si è affidata totalmente nelle mani di Dio seppur stesse accadendo qualcosa più grande di lei, anche noi abbiamo un Padre pronto a caricarsi di tutte le nostre paure, disperazioni e angosce, per accompagnarci lungo il cammino che ha preziosamente progettato per noi.
Questo Natale per me è magico, il dono più bello l’ho già ricevuto 18 mesi fa e lo continuo a ricevere ogni giorno dall’amore delle persone che ho accanto e dai respiri a pieni polmoni!!!!

L'immagine può contenere: albero di Natale e spazio al chiuso

Due anni dalla firma

1 Dicembre 2017

Sono passati due anni dal giorno in cui, spaventata quanto determinata, ho messo la mia firma per inserirmi nella lista d’attesa per il trapianto bipolmonare. E insieme a quella firma gettavo tutte le mie paure su quel foglio bianco, lasciavo lì le mie insicurezze, i dubbi, le angosce. Quel mio nome scritto in nero mi sono impegnata tanto a scriverlo, come se fosse il risultato giusto di un’equazione matematica dopo tante sbagliate in un compito in classe, era pregno di tutta la forza che fino a quel giorno non sapevo di avere. Eppure la sentivo, nel momento in cui il medico mi leggeva il consenso, mi spiegava quale sarebbe stato a grandi linee il percorso che avrei intrapreso, sentivo che un giorno tutto questo l’avrei vissuto sulla mia pelle e sentivo soprattutto che sarei stata pronta anche se in quel momento non lo ero affatto. Quando sarebbe successo tutto ciò? Non sapevo nè il giorno nè tanto meno l’anno. Sapevo soltanto che la chiamata sarebbe potuta arrivare la sera stessa ma sapevo anche che sarebbe potuta non arrivare in tempo. Ad essere sincera in quel momento speravo che arrivasse il più in là possibile, vedevo il trapianto come l’ultima spiaggia in cui sarei naufragata quando la tempesta avrebbe raggiunto il limite massimo. Eppure sapevo bene che quella tempesta avrebbe potuto inghiottirmi prima ancora di arrivare alla spiaggia, insomma, avevo paura. Ed è lecito avere paura in momenti come questi, dove dietro una umile firma si nasconde un universo nuovo, dentro il quale vieni catapultato come un piccolo essere inesperto e curioso, e cerchi di informarti, di capire, di prepararti. Poi tutto d’un tratto ti rendi conto che in realtà quella firma ti rende invincibile e ti restituisce una forza vitale nuova. Impari a vivere giorno per giorno più di prima, con un grande obiettivo nella mente, che sebbene ti spaventi un pò, diventa la forza motrice del tuo andare avanti. Il domani assume un sapore diverso, un pò meno pesante di prima. Io penso di non essermi mai sentita abbastanza pronta per tutto ciò che la mia firma avrebbe comportato, ma devo dire che non sono mai stata così pronta come il giorno in cui è arrivata la chiamata. È un meccanismo naturale: si reagisce nel momento del bisogno, proprio perché lì, in quel momento, non c’è tempo per farsi domande e per avere paura.
Quella firma è stato il primo passo di un cammino che mi ha portata alla rinascita, il 12 giugno 2016. Questa data è segnata nel mio cuore e nel mio corpo, nelle cicatrici che custodisco “gelosamente” e nei polmoni che cerco di proteggere ogni giorno. Arriva un momento nella vita in cui bisogna compiere semplicemente delle scelte, a volte più grandi di noi. Scelte che magari non avevamo messo in conto per la nostra vita, che forse non avevamo nemmeno mai pensato poter esistere nella vita di qualcun altro. Eppure vivere vuol dire anche questo, scegliere consapevolmente, “buttarsi” e talvolta rischiare per qualcosa per cui ne vale davvero la pena. E con quella firma io ho scelto la vita.

L'immagine può contenere: una o più persone e primo piano

Giornata mondiale del sorriso

7 Ottobre 2017

7 ottobre: “Dicono che oggi sia la giornata mondiale del sorriso…”, l’anno scorso iniziava così un mio post dove facevo sapere al mondo che mi era appena stato diagnosticato un linfoma. Non lo scorderò mai quel giorno, e anche quelli seguenti, in cui mi ritrovai a dover affrontare delle terapie più grandi di me, catapultata in una dimensione nuova, piena di incognite e domande. Se c’è una cosa che ricordo bene è il grado della voglia di vivere che pulsava dentro di me in quel periodo, se la scaletta fosse stata da 1 a 100, allora io ero senza dubbio 101! Mi sono affidata ai medici, ma ancora di più a Dio. Durante ogni seduta di chemioterapia portavo con me l’immaginetta di Chiara Luce, una giovane ragazza divenuta Beata dopo il suo percorso di vita basato sull’affidare con gioia ogni sua sofferenza al Signore. La sentivo vicina in modo particolare, durante la terapia, durante le angoscianti TAC di controllo, nella voglia di vivere che continuava a crescere sempre più. Poi, dopo diversi mesi, la meravigliosa notizia, così tanto sperata, della scomparsa del linfoma. La risposta più bella che potessero darmi.

E allora oggi dicono sia proprio la giornata mondiale del sorriso, quel sorriso che amo tanto sfoggiare e vedere sul volto di chi mi sta intorno. Ancora una volta sorrido, anzi due, tre… Sempre! 🌈

Sono qui

1 Settembre 2017

Sono qui, seduta sul divano con il libro di Pablo Neruda in mano, il rumore della pioggia che batte sui vetri e il vento che accarezza gli alberi del mio giardino. Potrei andare avanti a scrivere pagine e pagine, a descrivere il mio stato d’animo, la bufera che si sta scatenando là fuori, la giornata passata, i progetti futuri. Ma niente di tutto questo… Mi fermo delicatamente sul “Sono qui”. Potrebbe essere il titolo perfetto per un romanzo d’amore… Quale più grande bellezza se non: essere, esserci e apprezzare entrambe le cose con l’aggiunta di un pizzico d’amore. Apprezzare le piccole cose solo per il fatto di poterne parlare, apprezzare la vita, con i suoi arcobaleni a doppio taglio: salite e discese, per quella che è, per il solo fatto che è, ed è tua. E poterti vantare di avere tra le tue mani la cosa più preziosa del mondo, senza esclusiva è vero, ma è anche vero che il valore lo puoi scegliere senza limiti imposti. E sentirti ricco, ricco di tante cose, racchiuse in un semplice, umile “sono qui”.

La notte di San Lorenzo

26 Agosto 2017

Ricordo quando la notte di San Lorenzo dello scorso anno, io al telefono sul mio balcone e tu al telefono sul tuo, guardavamo il cielo alla ricerca delle stelle cadenti. Ci sentivamo vicini nonostante fossimo alle due estremità opposte dell’Italia. Ricordo che di stelle ne abbiamo viste tante, praticamente le stesse, penso. E quella notte è stata il pretesto per pensare che non bisogna aver paura di avere tanti desideri. Sapevo anche che non sarebbe stato facile realizzarli tutti, perché non ero abituata a pensare al domani come qualcosa di così scontato. E non che oggi lo sia, ma finalmente non mi fa più paura.
Quella sera ci siamo fatti una promessa, quella che l’anno successivo le avremmo viste insieme le stelle, non sapevamo nè dove e nè come sarebbe stato possibile, ma ci abbiamo creduto così tanto da mantenerla. E non solo abbiamo visto un cielo pieno di stelle insieme, ma mille altre cose, una più bella dell’altra. Mi fermo a riflettere su quanto sia bello poter dire di avercela fatta, nonostante tutto, sempre e comunque.

Nessuna descrizione della foto disponibile.

RESOCONTO DI UN RICOVERO SPECIALE

2 luglio 2017

Eccomi qui, nel buio della notte, così confortevole quanto mistico, un pò spettrale. Quel buio che ti costringe a riflettere, inevitabilmente, forse perché nel tentativo di contrastare il vuoto ci immergiamo volontari in un vortice di pensieri, per non lasciare spazio alla paura. I pensieri hanno il diritto di essere scritti, nero su bianco, o meglio bianco su nero. Luce nel buio… I miei pensieri non possono rimanere semplici ricordi, hanno il diritto di diventare vivi.
Giugno 2016, il mese della rinascita, il mese in cui ho ripreso in mano la mia vita. Esattamente un anno dopo, un ricovero per una polmonite abbastanza tosta. Non penso sia un caso, anzi ne sono convinta. Al contrario penso che la vita abbia voluto farmi un altro regalo. Che sciocca verrebbe da pensare, è normale. Ma sciocca sarei nel non capire quello che la vita mi vuole insegnare.
In questi 33 giorni di permanenza in ospedale ho vissuto più di quanto avrei potuto vivere a casa, nella mia quotidianità di una persona “sana”. E per vivere intendo fare esperienze dense di significato, quelle che ti cambiano, che ti rendono una persona nuova. Quanti incontri mi hanno donato qualcosa, quanti momenti sono stati la fonte di riflessioni e insegnamenti. Ho capito che la polmonite non è stato altro che il pretesto per un “restauro dello spirito”, quello spirito vitale che ogni tanto ha bisogno di essere rinforzato, talvolta anche con metodi drastici… Sì, avrei preferito un raffreddore piuttosto che una polmonite, lo ammetto! 😜
Ma ecco che un primo pensiero mi travolge, mi fa sorridere e nello stesso tempo mi spiazza. Ho l’immagine del signore che ho incontrato nella mia stessa stanza, il giorno che dal pronto soccorso mi hanno trasferita nel reparto di pneumologia. Un signore dai capelli bianchi e lo sguardo stanco. Lo ricordo bene, abbiamo condiviso tanti giorni, tante risate, preoccupazioni. Mi ricordo quel suo modo gentile di chiedere le cose, quella nobile capacità di non lamentarsi mai, nonostante tutto. Sì, se c’era una cosa di cui si lamentava era “la carovana delle 5 del mattino”. Così avevamo iniziato a chiamare la banda di infermieri, oss, e medici che tutte le mattine, con una puntualità da orologio svizzero, entravano in camera con aghi e pastiglie varie, interrompendo il sonno più profondo e beato. Una risata ci scappava sempre… Ogni mattina. Un giorno scrissi un pensiero, mentre vicino a lui, nel letto accanto al di là della tenda che ci separava, ascoltavo il suono del silenzio. Lo riporto qui:

“Cara vita, ti scrivo per dirti che non capisco, seppur mi sforzi di capire non capisco. Non capisco perché sia così difficile sentirsi impotenti di fronte alla realtà, a quella realtà che non vorresti vedere mai, di cui vorresti addirittura dimenticare e negare l’esistenza. Ecco ammettiamo ora che tu mi stia ascoltando, non provi pena per quel signore nel letto accanto al mio? Non provi tenerezza di fronte ai suoi respiri veloci e confusi, ai suoi occhi stanchi e alla sua pelle scura e poco ossigenata? Non dovrei avercela con te, lo so bene. Perché sei bellezza, perché sei tutto ciò che di più bello potessi avere. Ma ti vorrei per tutti così, non solo per me. In certi momenti vorrei afferrarti come si afferra un dolcetto di nascosto dagli altri e regalare un pò di te a quel signore, Angelo si chiama. E ci provo, cara vita, eccome se ci provo. Ma più di un sorriso non so fare… Non so guardarlo in faccia per più di pochi secondi, non riesco. Perché io ho te e lui ti sta perdendo, giorno dopo giorno, sempre di più. Angelo ha fame d’aria, lo sento, ogni giorno e ogni notte, con l’ossigeno dal flusso potente e un filo di voce nel “Tuttapposto” in risposta ai miei “Come stai”. Ma non è tutto a posto come dice lui, Angelo ha fame di vita, di te. E anche se i medici gli hanno fatto capire che non c’è più speranza, falli ricredere te, cara vita, che la speranza non muore mai! Che, almeno, ci sarà ancora la speranza di tanti sorrisi, seppur tirati dalla fatica, finché tu sarai con lui. Cara vita, grazie”.

Angelo ha sorriso alla vita fino all’ultimo, ne sono la testimone. Ha sorriso di fronte a me prima di essere trasferito in un altra struttura, pochi giorni fa, mentre veniva trasportato sulla barella. Guardava me e mia mamma e sorrideva, cercando di alzare la mano per salutarci sotto il lenzuolo bianco che buffamente si muoveva un pò. Mi ha fatta sorridere, abbiamo sorriso insieme per l’ultima volta in questa vita.

Dopo Angelo arrivò accanto a me un nuovo vicino di letto, anche lui con la sua storia, e poi un altro ancora…
Quante persone sono passate in quella stanza, nel letto 2… Quante storie. Di ognuna ricordo qualcosa. Ricordo il lamento incessante accompagnato dalla preghiera, la simpatia della signora senza memoria, che ogni dieci minuti mi domandava la strada per il bagno, perché ahimè non si ricordava di aver fatto la pipì già un milione di volte… Quante risate innocenti, quanti sorrisi sinceri. Ricordo le notti insonni per il dolore e quelle insonni per i pensieri. Ricordo la luce del sole dalla finestra, il signore che passeggia a passo spedito nel corridoio con la piantana che… L’albero di natale, muto! 😂 Ricordo la sera del ballo, il grande ballo che aspettavo da anni. Quello delle quinte. Come mandato dalla fatina, un vestito a dir poco meraviglioso e un’acconciatura improvvisata nelle corsie d’ospedale. Poi le scarpette e via, al castello, per una serata diversa dal solito. Il rientro a mezzanotte per continuare le terapie.

Ricordo ogni singolo momento, incontro, persona, ogni singola emozione. Le ricordo perché ormai fanno parte di me, del mio bagaglio. Le ricordo perché le cose belle come la Vita si ricordano per sempre. Grazie.

L'immagine può contenere: 1 persona, persona seduta e spazio al chiuso

Un Dono per me e per il mondo.

1 Aprile 2017

Oggi voglio scrivere per il mondo, per tutti. Ma soprattutto per chi, come me, crede che la speranza sia eterna, perché non è vero che è l’ultima a morire come si suol dire, non muore mai! Voglio scrivere per chi ama la vita ma non abbastanza, per chi ha coraggio ma in cuor suo combatte con la paura, per chi teme il cambiamento, per chi ha progetti ma è spaventato dal futuro. Scrivo a tutti quelli che come me pensano sia estremamente bella la vita e che non sono invincibili ma eternamente vincitori, perché vincitore non è colui che non incontra le sconfitte, ma chi le affronta, sempre, perché sa che alla fine l’unica vera vittoria sarà l’essere vivo, nonostante tutto.
Sono passati quasi 10 mesi da quel giorno tanto importante per me, quando come succede ad una festa, ho ricevuto un Dono, che oltre ad avermi restituito la Vita, mi ha dato forza, coraggio, tanto amore e la determinazione giusta per progettare, nei limiti del possibile, la mia vita. Penso che un dono così grande sia troppo per una sola persona, perciò vorrei poterlo condividere con voi, che fate parte di questo immenso progetto di vita, con me. Non è semplice trasportare in poche righe infiniti pensieri ma ci sono parole capaci di riempirsi di un significato immenso. D’altronde ancora oggi la parola rappresenta l’arma più potente che un uomo possa usare, nel bene e nel male. Insomma, quello che voglio dire è semplicemente di crederci sempre, che sia un sogno, un progetto, una fantasia, un obiettivo… Crederci sempre, e sempre di più. È inimmaginabile la gratitudine mista alla soddisfazione nel momento in cui si raggiunge un qualcosa di tanto sperato. Ed io l’ho provato in cuor mio, insieme alle persone che amo. Qualche mese fa mi sembrava impossibile, un sentiero tortuoso e in salita per raggiungere un santuario, ai miei occhi rappresentava qualcosa di interminabile ed irraggiungibile. Lo osservavo dal finestrino della macchina mentre tra un pensiero e l’altro mi preoccupavo di caricare i miei ,ahimè sempre più pigri ,polmoni con un pò di ossigeno, che era lì, accanto a me in una bomboletta grigia, un pò triste ora che ci penso! Avrei potuto decorarla, ma forse non avevo ancora tutto questo coraggio nell’affrontare la sofferenza. Vedevo di tanto in tanto qualche signora camminare sul sentiero, con le spalle dritte e senza alcun segno di fatica sul viso. Pensavo a come poteva essere la loro vita, con abbastanza fiato. E poi pensavo alla mia, senza. Invidiavo il loro fiato ma amavo la mia vita e soprattutto sapevo che prima o poi avrei amato la mia vita nel suo insieme, perché il fiato me l’avrebbe permesso. E così è stato. Quello che mi ero promessa in quel giorno, è diventata la promessa che non mi avrebbe mai più abbandonata. Ne è passato di tempo da allora, tante volte la domenica, ripercorrevo in macchina quella salita, la postazione dell’auto vicino alla porta principale della Chiesa era ormai di mia proprietà, il posto a sedere in fondo guai a chi osava occuparlo 😛 E tante domeniche così, con la promessa nel cuore e ogni tanto la voce di mia mamma che dal volante irrompeva scherzosamente tra i miei pensieri “Guarda che un giorno la faremo a piedi tutta questa strada, troppo comodo così!”
E riprendendo un concetto che mi è stato detto da una persona cara quest’oggi… “è proprio quando si ritrova la forza e la meraviglia che le cose accadono, nascono i progetti, si realizzano le promesse, e anche un albero in fiore ti sembra una meraviglia. Può durare anche solo un istante, ma l’istante e il per sempre si confondono nell’eterna felicità”.
Perché la forza del crederci sempre e di meravigliarmi di fronte alla vita, mi ha portata a mantenere fede alla mia promessa. Ed oggi l’ho ripercorsa di nuovo quella salita, a piedi, con le spalle dritte e nessun segno di fatica sul volto. Semplicemente io, con la mia vita, il mio fiato e i sorrisi della mia famiglia accanto a me. Questa è la mia vita nel suo insieme ed io la amo immensamente.FB_IMG_1491051208181

“TU HAI CAMBIATO IL MONDO”

Oggi ho potuto dare un volto all’Angelo che mi ha restituito la Vita con la V maiuscola. È un privilegio di pochi questo… Poter pregare per il proprio donatore, sapendo dare lui un nome, una data di nascita e un volto. Io questo privilegio l’ho avuto, e non dico sia il caso, perché nulla avviene per caso… E oggi, finalmente, dopo tempo, sono riuscita a pregare anche di fronte alla Sua tomba. Emozionante essere lì, nel silenzio del luogo e la luce dei raggi del Sole che illuminavano quella foto, delicata e nello stesso tempo famigliare. Sì, perché io il mio Angelo, nel silenzio delle mie preghiere, l’avevo immaginato proprio così… E poi una scritta, in una pergamena del colore della sabbia, “Tu hai cambiato il mondo”. Meraviglia delle meraviglie. Perché so, che questa semplice ma immensa frase, racchiude tutto ciò che Lui era… Un’anima speciale, che ha regalato tanto in questa vita terrena, ma troppo speciale per poter restare qui… Se la Sua missione d’amore aveva già raggiunto livelli strepitosi ed era così grande per noi, uomini mediocri, non c’era motivo di trattenersi altro tempo, da Lassù farà grandi miracoli… E io mi sento così onorata ad avere avuto la possibilità di incrociare il Suo cammino, e ho capito, che come in una staffetta, quando avviene il passaggio del testimone, io, il suo cammino l’ho incrociato per continuare il progetto d’amore che aveva iniziato… Non so se ne sarò capace ma so per certo che vivrà ancora con me, nell’amore che ho il privilegio di vivere e nella Luce che cercherò di regalare al Mondo… Perché Tu sei Luce, e se già lo sapevo, ora ne sono ancora più convinta.

Non mi dilungo più di tanto… Ho un grande progetto da portare avanti! 👼🌈

Sara

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

SEI MESI DI NUOVI RESPIRI…

12 giugno 2016 – 12 dicembre 2016

…Sei mesi fa non sapevo bene quale fosse il vero significato di vivere, o meglio, capisco solo ora che il mio “vivere” era più paragonabile ad un semplice e insignificante “sopravvivere”. Sapevo bene che la mia vita era lì, appesa ad un filo sottile, consumato, ma non ancora del tutto. Un qualcosa lo teneva ancora ben saldo, permettendomi di continuare il mio viaggio, con il peso di uno zaino sulle spalle e la voglia di scalare una montagna di corsa, nel cuore. Quel desiderio non aveva spazio però, se non nei miei pensieri… Quelli che ahimè, sei costretta a lasciare pensieri, perché la realtà ti impedisce la loro realizzazione. Ma di sognare non avrei mai smesso, mai. Perché se la realtà non me lo avesse permesso, allora avrei permesso ai miei pensieri di superare la realtà; nell’immaginazione l’impossibile non esiste, e se la realtà mi avesse costretta ad ammettere l’impossibile, allora avrei scelto l’immaginazione. Penso che continuare a credere nei miei sogni mi abbia regalato tanto. Sei mesi fa iniziava la mia vera scalata, di corsa? Sì. Di corsa, e lo zaino sulle spalle, giorno dopo giorno, si è alleggerito sempre più, sino a diventare una piuma, sottile, leggera, dolcemente cullata dal vento. E io nel vento mi ci perdo, con il suono della vita e una scia di Felicità, Gratitudine e Amore. Ho sorriso tanto alla vita, sia nei momenti gioiosi che in quelli di solo buio e tristezza, sempre. Ho ricevuto tanto amore, che mi ha permesso e tuttora mi permette di superare il limite dell’impossibile. E anche se il percorso è un’incognita, la strada non sempre scorrevole, io mi sento come il giallo dell’arcobaleno… Luminosa, viva, fortunata. E, se inteso secondo una questione di prospettiva, quell’arco non è altro che lo splendido sorriso che la vita mi regala, illuminato da chi ha permesso questo grande miracolo…

Grazie, a te che sei Lassù e a tutti gli Angeli su questa terra.